18Feb
By: matteo.desanti Acceso: febbraio 18, 2016 In: News Comments: 0

La scuola elementare è una delle pochissime esperienze che tutti gli italiani condividono. Per i bambini è il primo momento in cui si esce dal nucleo protettivo della famiglia e ci si confronta con un mondo condiviso, regolato e organizzato in un sistema di aspettative e secondo un percorso di crescita. Da un punto di vista adulto, è il luogo in cui ci si misura con la salute della nostra democrazia ed il luogo in cui si affronta l’alterità più prossima e irriducibile: l’infanzia.

Negli ultimi dieci anni questo luogo fondamentale è stato aggredito, bombardato, ridotto ai minimi termini. Tagli, riforme e controriforme, polemiche folli sui presepi, riduzioni, sottovalutazione, quando non aperto dileggio, hanno trasformato in una battaglia quotidiana l’istruzione primaria. E non è solo una questione di risorse – anche se quelle pesano molto, nel fare la differenza fra zone – e scuole – ricche e zone e scuole povere. E’ anche una questione di fatica, di saturazione, di demotivazione di maestri e maestre che si sentono, e forse sono, sempre più soli.

Ciononostante all’interno della scuola si annidano energie e passioni, talvolta quasi folli, che cercano di costruire un’altra Italia possibile.

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