Un cavallo ad arte ha realizzato un cavallo in cartapesta di dimensioni reali all’interno di una scuola della periferia napoletana, il rione Luzzatti adiacente all’ex-area industriale di Gianturco.

Tra i racconti proposti ai bambini per stimolare la creatività e l’immaginazione hanno assunto un ruolo importante le storie di Marco Cavallo di Basaglia e quella del cavallo nel pozzo. Per usare le parole utilizzate dagli educatori napoletani: “il cavallo nell’immaginario comune è un animale libero e fiero che ha infinite possibilità di fronte a sé mentre corre libero, ma rinchiuso in una stanza non può che rappresentare solo il desiderio di libertà e realizzazione”.

L’obiettivo del laboratorio è stato quello di far rielaborare ai bambini la condizione sociale del loro quartiere all’interno della città. Gianturco è un quartiere che ha subito un processo di deindustrializzazione che l’ha portato oggi a una condizione di quartiere dormitorio.

Se un quartiere dormitorio può rappresentare una pesante limitazione alle proprie aspirazioni e ai propri sogni, i bambini devono essere consapevoli che le vie per “appropriarsi della propria esistenza e del proprio territorio” possono essere percorse “senza dover necessariamente abbandonare il luogo fisico in cui ci si trova”.

Data la grandezza, la costrizione del cavallo all’interno degli spazi della scuola è funzionale al ragionamento intorno all’uscita da condizioni di clausura. Infine, i bambini hanno allestito lo spazio attorno al cavallo con palazzi di cartone e disegni che raccontano e rappresentano il cavallo nel loro immaginario.

laboratorio un cavallo ad arte

Un laboratorio a cura di:

Simone Picardi, Raffaella Lavanga e Diego Paura.

Insegnanti:

Rosanna Angotti

Dirigente scolastico:

Rossella De Feo